LeoMorS - Street PlayerS 2019 - franZroom.net

LeoMors
Spray su muro, 5/6 Luglio – Milano

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franZ + TittA @Street PlayerS 2019

franZ paintS @Street PlayerS 2019
franZ @Street PlayerS 2019

Foto di Cosimo Griso Alfarano da Flickr

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Street Players 2019

Schizzerelli

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Schizzi Street Players 2019 - franZroom.net

franZ - Street Players 20154 anni fa ho partecipato alla Street Players al termine di una sessione durissima di lavori e consegne; l’organismo ha flippatO clamorosamentE, facendomi intervallarE inizio e fine del pezzO con una settimana di torrida influenza malarica pestilenziale mai vista simile in Europa (lo dico iO, ma fidatevi!).
Quella volta, nonostante le acrobazie x restare vivo e civile, ho avuto il piacere di conoscere Marco Scudeletti, l’arzillo fotografo amico dei writerS rispettato da tutta la scena.

MorSer @Champions, San SirOL’anno successivo, sono tornato a San Siro per la finale di Champions (di cui continuO a non sapere nullA), ma quella volta il fisicO ha fatto il bravo, tantO da permettermi di dipingere saltellando in mezzo ai lavori di asfaltatura (e i mezzi pesanti), casualmente contemporanei alla jam.

…’stavoltA ci arrivO alla cieca, anzi, sarà megliO studiarsi una qualche bozza, checcavolO

L’evento su Facebook

Street Players 2019

pressS

TEMA STREET PLAYERS 2019:
500 ANNI DA LEONARDO DA VINCIStradedarts.it

All’ingresso del Piazzale dello Sport, è ubicata una delle statue equestri più grande al mondo, il Cavallo di Leonardo, realizzata dalla scultrice statunitense Nina Akamu, che per il suo lavoro si è ispirata ai disegni originali di Leonardo da Vinci. L’opera originale fu concepita nel 1482 dal genio toscano su commissione di Ludovico il Moro, duca di Milano, che voleva dedicare l’opera alla memoria del padre Francesco.
I primi progetti risalgono al 1482, quando Ludovico il Moro propose a Leonardo da Vinci di costruire la statua equestre più grande del mondo, in memoria del padre, Francesco, fondatore della casata degli Sforza. La statua costituiva un progetto colossale per l’epoca: alle dimensioni imponenti si aggiungeva l’idea iniziale di Leonardo che voleva il cavallo in posizione rampante, nell’atto di abbattersi sul nemico. Il progetto si rivelò troppo difficile da realizzare e nel 1491 Leonardo presentò una seconda versione, realizzata con un modellino in creta, con il cavallo che avrebbe dovuto poggiare su tre zampe.
Le dimensioni erano comunque enormi: oltre sette metri di altezza e 10 tonnellate di bronzo previste per la fusione. Leonardo dedicò moltissimo tempo per studiare l’anatomia dei cavalli e realizzare un’opera perfetta: furono necessari due anni prima di veder realizzato un modello in creta. Esposto al pubblico, il modello doveva solo essere coperto da uno strato di cera protettiva e dall’involucro in terracotta necessario per la fusione. Ma gli eventi bellici sconvolsero il progetto: la Francia invase il Ducato d’Este e il bronzo destinato al Cavallo venne invece utilizzato per realizzare i cannoni a difesa di Milano.
Nel 1499 i francesi invasero il capoluogo lombardo e costrinsero alla fuga anche Leonardo, che dovette abbandonare il modello in creta. Quest’ultimo, secondo la tradizione, venne utilizzato quale bersaglio dai balestrieri francesi, che lo distrussero completamente. In seguito, Leonardo riprese solo occasionalmente il progetto della statua, ma non la portò mai a compimento.
Trascorsero cinque secoli prima che Charles Dent, un pilota statunitense collezionista d’arte, venisse a conoscenza della storia del cavallo incompiuto: Dent creò la Leonardo da Vinci’s Horse Foundation (Ldvhf), e tramite una raccolta fondi protratta per quasi 15 anni riuscì a raggiungere la somma necessaria, pari a circa 2,5 milioni di dollari, per realizzare l’imponente statua.
Non poté però veder realizzato il suo sogno: Charles Dent morì infatti nel 1994, e ancora una volta il progetto sembrò destinato a fermarsi per sempre. Per fortuna, il proprietario di una catena di supermercati del Michigan, Frederik Meijer, prese la guida della Ldvhf: la realizzazione del Cavallo venne infine affidata alla scultrice statunitense Nina Akamu. Dopo un primo modello di circa tre metri di altezza, venne realizzato quello definitivo in argilla, alto quasi otto metri, utilizzato per creare i calchi per la fusione del bronzo. La Ldvhf decise di donare la Statua del Cavallo alla città di Milano, a condizione che venisse esposta in una località gradita alla Fondazione stessa, e in grado di garantire un’adeguata sicurezza all’opera. Tra i vari siti proposti, la Fondazione ha scelto l’Ippodromo Snai San Siro.
Diviso in sette parti, il Cavallo è arrivato nel capoluogo lombardo nell’autunno del 1999: il sogno di Leonardo prima e di Charles Dent poi si è realizzato nel settembre dello stesso anno quando, una volta saldati insieme i pezzi, la statua del Cavallo è stata inaugurata in una solenne cerimonia, e posta all’ingresso della tribuna secondaria dell’Ippodromo.

Street Players 2019 - Gazzetta dello Sport

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