…giuro che dopo questo post la pianto con i riassunti!
Dunque, ero giunto alla parte in cui, tra un Caso e l’altro, arrivata la richiesta di fornire una tavola per un’asta ho ripreso in mano CutWoman -vetusta serie di fotoillustrazioni a stencils– ricascando nella passione per questa tecnica, le sue infinite possibilità e soprattutto la rapidità d’esecuzione: in poche ore posso finalmente passare dall’Idea all’elaborato senza gli infiniti passaggi con cui solitamente preparo bozze, definitivi, fondi, ecc… per non parlare dei giorni gobbo sulle tavole con i pennellini triplo0!!
Questo pannello nasce dunque sull’onda del desiderio di complicare la composizione di quelle opere, spingendo sia sugli effetti dati dalla sovrapposizione delle maschere sia sulla modifica delle immagini fotografiche, intervenendo sempre più massicciamente con elementi disegnati, grafica corollaria, ecc.
Inoltre, da circa 10 anni tento di assemblare illustrazioni sul tema dell’essere professionali e resistenti nonostante il costante assedio di lavori, clienti e rompiballe in generale, e la persona a cui avevo chiesto di posare mi è sempre parsa ottima incarnazione di questo concetto (io certo non ho titoli per prendere posizione in merito!)
Poichè ad oggi quella serie di illustrazioni (Professione di Fede, x la cronaca) esiste solo in bozze (come per altre decine di idee), e soprattutto la persona in questione è la stessa che mi ha invitato a contribuire all’asta, ho pensato che lavorare su un suo ritratto a maschere potesse essere una buona occasione per ringraziarla e contemporaneamente elaborare un’immagine più complessa delle precedenti, giocata sul contrasto cromatico tra la mogia vita al lavoro e il colore che ci ammanta quando viaggiamo… o, in generale, quando nessunAEIOU ci rompe le balle.













