Spray e pastello a cera su tavola in due esemplari
28,5×40 cm. – 2026
Ho conosciuto Marco Gotta -giornalista e raffinaterrimo fumettofilo- proprio un anno fa, grazie al vorticosissimo Walter Massa. Il povero Marco era stato sequestrato da Walter e portato di peso all’inaugurazione della mia esposizione a Garbagna, e a quel punto aveva cercato di riscattare la sua libertà intervistandomi per Il Piccolo.
Da quelle prime chiacchiere mi son sgorgate simpatia e stima per la persona e atroci invidie per l’epoca e gli autori che ha saputo intersecare!
Ci siamo poi ritrovati a Villaromagnano, nei giorni della murata in piscina di cui gli avevo parlato per caso durante l’intervista, e nuovamente ha ritenuto valevole d’interesse scrivere di quella nostra tradizionciuna… mmàh, ancora basito, ririringraziO!


Quest’anno è comparso a T.Ink Festival, e grazie alla provvida Punkarella ho portato a casa una bella foto immersi tra le faccende del Fumetto, nostro habitat ideale.
Lo scatto mi ha IMPOSTO l’idea per questa vignettazza/caricatura/insensata sessione di taglierino e stencils ricolma di scempiaggini e contraddizioni, come del resto la Vita, l’Arte e il Bel Canto.
…maccomunque entrambi amiamo Devil e Hulk -come titolava la testata che nei ’90 sbocconcellavamo già in edicola- oltre alle altre mille passioni comuni, dalla Marvel agli italiani alla Vertigo & associati che tanto ci piace rievocare, quindi reputo filologicamente accettabile sia la tavola che gli intenti metacomunicativi (si sa, Devil vede poco ma nasa bene, se dice quel che dice avrà i suoi bègli argomenti).
…PS, per chi non bazzica il lingo di queste terre, Lùc in vari dialetti significa stup’dòt, cioè, in pratica, pirla.




















